Cosa bisogna fare per contribuire al progetto ?

LibreOffice è un progetto complesso, che coinvolge un totale di oltre 3.000 persone – tra dipendenti di aziende e volontari – a livello mondiale (e forse anche di più, se consideriamo i progetti linguistici e le comunità nazionali). Una grande azienda, almeno per i parametri italiani, che però non ha un management – inteso nel senso tradizionale della parola – e quindi nemmeno un responsabile delle risorse umane in grado di “fare le presentazioni”.

Contribuire non è difficile, e c’è solo l’imbarazzo della scelta per decidere dove cominciare, vista la quantità delle cose da fare, ma richiede un po’ di costanza e di buona volontà. Oggi, per iniziare, basta chiedere consiglio a quelli più esperti che frequentano le mailing list del progetto o la comunità LibreItalia su Google+.

Io ho iniziato nel 2004, inviando un email un po’ aggressivo in cui dicevo – senza tanti giri di parole – che il progetto OOo era sicuramente interessante ma aveva un gran bisogno di qualcuno che si occupasse di marketing e comunicazione. Chi mi ha risposto ha implicitamente confermato che avevo ragione, perché mi ha detto che c’era bisogno di gente che traducesse la documentazione…

Qualcuno avrebbe rinunciato, pensando di essere finito nel posto sbagliato. Io, invece, ho tradotto un paio di articoli tecnici, e poi sono tornato alla carica con un comunicato stampa in cui il PLIO – Progetto Linguistico Italiano OOo – dava delle anticipazioni su OOo 2.0, che erano appena state presentate alla Conferenza di Berlino.

Subito dopo, ho iniziato a bazzicare le mailing list internazionali, e in particolare quella dedicata al marketing. Purtroppo, non ho avuto la stessa libertà che avevo a livello locale, perché il marketing Sun – un caso umano – non vedeva bene la mia competenza professionale nel campo, e cercava di ostacolare i miei contributi.

Oggi il percorso sarebbe molto più facile, perché all’interno di The Document Foundation ci sono persone mediamente competenti in ciascun settore, che sanno riconoscere le capacità professionali. Attenzione, quindi, alle entrate a gamba tesa del tipo: “Prima di iniziare qualsiasi attività di marketing, bisogna fare una bella ricerca sulle caratteristiche demografiche del target…” (frase letta almeno una volta all’anno dal 2006 in avanti), perché non solo sappiamo cos’è una ricerca, ma l’abbiamo anche gestita a livello globale, e quindi non apprezziamo nel modo più assoluto uscite del genere.

Infatti, la sfida di un progetto di software libero come il nostro sta nella capacità di confrontarsi con giganti come Microsoft senza avere un budget, e quindi con la sola forza della costanza e dell’ingegno. Spesso, quando rispondiamo a questi geni assoluti del marketing come pensano di poter pagare la ricerca senza un budget, ci sentiamo dire: “Allora è impossibile, arrivederci…”.

Eppure, il bello sta proprio nella capacità di aggregare e sfruttare l’intelligenza collettiva espressa dalla comunità per eguagliare – e in qualche caso superare – i risultati che derivano da investimenti di milioni di dollari. Fortunatamente, non è stata ancora trovata la formula che trasforma il denaro in materia grigia.
Sintetizzando, per contribuire è necessario un po’ di tempo libero (si parte da una media di un paio d’ore alla settimana, per arrivare a un paio di ore al giorno), una discreta dose di buona volontà, un forte senso dell’autodisciplina (perché ci sono altri membri del progetto che dipendono dalla vostra capacità di collaborare e rispettare le scadenze), e una tonnellata di buon senso.

Per tutto il resto, inviate un email a: info@libreitalia.it.

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