Come e da chi verranno valutati i candidati alla certificazione ?

The Document Foundation ha deciso di procedere in modo completamente diverso rispetto alle aziende che hanno un programma di certificazione, con la sola eccezione – e non a caso – di Red Hat. Infatti, per essere certificati non sarà necessario superare un esame ma un “confronto tra pari” (ovvero un colloquio di verifica, e di commento dei documenti presentati dal candidato, con chi ha già dimostrato sul campo di possedere la professionalità richiesta).

Si tratta di una modalità che cerca di combinare l’aspetto teorico – che viene coperto dall’esame della documentazione, e dell’attività su campo che emerge dal contributo alla comunità – con l’aspetto pratico, che emerge dal colloquio, che non avrà una struttura fissa ma cercherà di adattarsi alle caratteristiche di ciascun candidato. Per esempio, a un potenziale formatore verrà sicuramente richiesta una dimostrazione “dal vivo” del modo in cui interagisce con i discenti.

Il primo gruppo di esaminatori sarà costituito da alcuni tra i fondatori di The Document Foundation, o da professionisti che sono diventati membri grazie alla loro attività nell’area delle migrazioni. In futuro, questo gruppo verrà allargato con estrema prudenza, cooptando al suo interno i personaggi che avranno dimostrato – sul campo – di possedere i requisiti. Una cosa è certa: per una decina di anni, sarò il coordinatore di questo gruppo, e questo significa che applicherò i criteri di ammissione con grande severità.

L’interesse che si è sviluppato intorno al programma di certificazione dimostra la sua necessità, ma ci spinge anche a essere molto selettivi nei confronti di coloro che faranno domanda di ammissione.

E’ assolutamente certo, almeno per tutto il 2014, che le domande da parte di chi non frequenta la comunità LibreOffice, a livello locale – o meglio ancora a livello globale – non verranno prese in considerazione. Coloro che affermano di non aver tempo da perdere con le mailing list, e quindi dimostrano di non aver compreso lo spirito del software libero, è meglio che non provino nemmeno a fare domanda. Su questo specifico aspetto, sarò intransigente (o, se preferite, feroce).

Nel 2015, The Document Foundation organizzerà dei corsi per i professionisti delle migrazioni, e probabilmente anche per i formatori. Il primo argomento sarà proprio l’interazione con la comunità, perché deve essere chiaro che il software libero non può essere affrontato con lo stesso spirito del software proprietario (che non ha una comunità, almeno nel senso in cui viene intesa dal software libero). La certificazione relativa a LibreOffice è un’opportunità di business, alle condizioni poste dalla comunità. Altrimenti, uno continua a proporre i propri servizi, e rinuncia alla certificazione.

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