La mia organizzazione ha deciso di migrare a LibreOffice: cosa devo fare ?

Dipende dalla tua posizione all’interno dell’azienda. In ogni caso, non puoi che essere molto felice della scelta, perché questa assicura una significativa riduzione dei costi senza impatti sulla produttività individuale; una maggiore libertà di scelta da parte dell’organizzazione, grazie all’indipendenza da un unico software vendor; il rispetto degli aspetti legali, in quanto la licenza libera permette sia l’uso sia la distribuzione del software su un numero illimitato di personal computer (compresi elementi meno conosciuti – ma non per questo meno importanti – come le font); e sostiene l’industria italiana dell’information technology, in quanto tutto il valore aggiunto legato a LibreOffice (consulenza sulle migrazioni, formazione e supporto) viene erogato da aziende locali.

Se sei un manager, ti invito ad approfondire la conoscenza del software libero. Scoprirai un mondo completamente diverso da quello del software proprietario, in cui il valore del software è fatto dalla condivisione, che si basa sulla trasparenza delle informazioni (a partire dalla disponibilità del codice sorgente). Scoprirai che questa condivisione rappresenta il futuro delle organizzazioni, in quanto permette di sfruttare le potenzialità dell’intelligenza collettiva superando i limiti imposti dalle gerarchie aziendali.

Se sei coinvolto nella gestione dell’infrastruttura IT, dovresti già conoscere i vantaggi del software libero, e auspicabilmente dovresti aver già provato almeno una distribuzione Linux (con LibreOffice). Quindi, la migrazione non dovrebbe coglierti impreparato. Anzi, probabilmente sei stato uno tra i fautori della scelta, in quanto conosci tutti i vantaggi che derivano dall’uso del software libero, e usi già LibreOffice. In questo caso, ti consiglio di approfondire la conoscenza della comunità italiana di LibreOffice, che è piena di volontari competenti e disponibili. Usare il software libero senza sfruttare l’enorme valore aggiunto che deriva dalla comunità è un po’ come guidare una Ferrari usando solo le prime tre marce: il rombo del motore è fantastico, ma la macchina è imballata.

Se sei un semplice utente di suite per ufficio, ti invito a scaricare e installare immediatamente LibreOffice. Vedrai che il software è molto più facile di quello che pensi, e ha un’interfaccia utente che qualcuno definisce “vecchia” ma che nella realtà è molto più amichevole di quella di Microsoft Office. Certo, Microsoft ti ha detto esattamente il contrario, ma forse ha “dimenticato” di spiegarti perché a un certo punto della storia – quando OOo ha raggiunto una quota di mercato superiore al 10% – ha deciso di cambiare l’interfaccia utente, da quella tradizionale (ma non brevettata) a quella “ribbon” (protetta da una ventina di brevetti, e disponibile in modo gratuito a chiunque non faccia concorrenza a Microsoft Office). Lo ha fatto per cambiare le abitudini degli utenti e rendere visivamente “vecchio” OOo, per ampliare il campo d’azione del lock-in dai formati – che è possibile emulare – all’interfaccia utente impossibile da emulare perché brevettata.

Microsoft è riuscita a trasformare il lock-in, una funzione che dovrebbe essere considerata alla stregua di un bug bloccante del software (per cui dovrebbe essere eliminata, e non resa progressivamente più sofisticata), in un vantaggio. Gli utenti, che dovrebbero rifiutare di utilizzare un software che ha le stesse caratteristiche di un paio di manette, sono talmente all’oscuro di questa situazione da porgere anche le caviglie, invece di spezzare le catene che gli legano i polsi.

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