Perché sul sito sono sempre disponibili due o più versioni di LibreOffice ?

Un processo di sviluppo che sforna le novità a ciclo continuo non può che sfociare in due versioni del software: una – chiamata “fresh” – più avanzata, ricca di novità e un po’ meno stabile, e una – chiamata “stable” – più collaudata, con qualche funzione in meno, adatta per un utilizzo in produzione.

Le due versioni sono sempre disponibili sul sito di LibreOffice, all’interno della sezione “download”. Ovviamente, sta all’utente decidere qual è la migliore per le proprie esigenze, anche se tutti gli utenti alle prime armi, tutti coloro che usano LibreOffice per i documenti di lavoro, e tutte le aziende dovrebbero optare per la versione più stabile, e lasciare a quelli che vengono definiti “power user” la versione più avanzata. Infatti, può succedere che questa contenga dei bug, che in qualche caso potrebbero causare la perdita dei contenuti.

A questo punto è opportuno ricordare che il formato da utilizzare per il salvataggio dei documenti, con tutte le versioni di LibreOffice, è Open Document Format (ODF), con le estensioni ODT per i testi, ODS per i fogli elettronici, ODP per le presentazioni, ODG per la grafica, ODB per i database, e così via. I formati di Microsoft Office vanno utilizzati solo per lo scambio dei documenti, perché le loro caratteristiche proprietarie rendono difficile la compatibilità.

Il formato RTF va evitato nel modo più assoluto, per qualsiasi tipo di applicazione, in quanto è inaffidabile e imprevedibile, e può creare qualsiasi tipo di problema, da quelli più banali di formattazione a quelli più gravi di perdita dei dati. Pensateci bene, RTF è un formato sviluppato da Microsoft per l’interoperabilità, e questo è un ossimoro, perché Microsoft sta all’interoperabilità come il boia sta all’incolumità del condannato a morte.

Quindi, pensare che RTF possa risolvere i problemi di interoperabilità è semplicemente impossibile.

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