Posso utilizzare LibreOffice gratuitamente anche in ambito aziendale ?

Certamente. Anzi, sei caldamente invitato a farlo, coinvolgendo il maggior numero di contatti – personali o di lavoro – nella migrazione a LibreOffice. La licenza LGPL/MPL di LibreOffice, infatti, consente l’utilizzo del programma in ogni tipo di ambiente, e per qualsiasi tipo di utilizzo.

Le licenze copyleft – GPL, LGPL e MPL, progressivamente sempre più deboli – sono contraddistinte dal loro aspetto virale, per cui obbligano a restituire il codice modificato alla comunità, che controlla il progetto. Quindi, se un’azienda sviluppa una funzionalità che risponde alle sue esigenze specifiche, il codice deve essere integrato nell’applicazione, a vantaggio di tutti. Prima o poi, l’azienda sfrutterà una funzionalità sviluppata da qualcun altro – un volontario o un’altra azienda – e tutti vivranno felici e contenti.

In quattro anni, da settembre 2010 a oggi, LibreOffice ha “attratto” oltre 800 sviluppatori, per il 75% volontari, che nel 40% dei casi si sono trasformati in collaboratori continuativi del progetto. Nello stesso periodo, LibreOffice ha presentato otto major release e una pletora di minor release (in media, cinque per ogni major release). Tutto questo sarebbe stato difficile, se non impossibile, con qualsiasi altro tipo di licenza OSI compliant.

Ritornando alla domanda iniziale, le licenze copyleft non solo consentono l’utilizzo del software in qualsiasi ambiente, ma sostengono il suo sviluppo grazie alla capacità di aggregare intorno al progetto una comunità molto più ampia e più eterogenea, con un maggior numero di sviluppatori volontari (che rappresentano una garanzia di indipendenza e continuità del progetto, visto che i volontari – a differenza dei dipendenti delle aziende – non possono essere licenziati).

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