Quali saranno i requisiti necessari per accedere alla certificazione ?

Prima di rispondere a questa domanda, è necessario chiarire l’obiettivo del programma di certificazione, che non è quello di avere una generica lista di utenti in grado di usare LibreOffice (per questo, c’è l’ECDL), ma quello di sviluppare un ecosistema di professionisti riconosciuti per la loro capacità di fornire consulenza, formazione, assistenza e supporto alle organizzazioni complesse che migrano o usano LibreOffice, per evitare che queste si blocchino di fronte ai problemi (inevitabili) del software.

Per questo motivo, sono state identificate quattro figure: lo sviluppatore (che eroga il supporto L3, legato allo sviluppo di funzionalità o alla soluzione di bug e regressioni), il consulente per i progetti di migrazione, il formatore e lo specialista nel supporto L1 (base) e L2 (avanzato).

I requisiti sono diversi a seconda del ruolo, ma hanno una radice comune nella conoscenza del software libero e della comunità di LibreOffice. La certificazione, infatti, deve garantire non solo le conoscenze professionali e l’esperienza nel ruolo (che in futuro sarà possibile acquisire frequentando dei corsi specifici, organizzati da The Document Foundation), ma anche il rispetto delle peculiarità del software libero rispetto a quello proprietario.

Per esempio, è difficile ipotizzare che un formatore anche molto preparato possa essere certificato se ritiene – per esempio – che Outlook sia un buon programma di posta elettronica, perché questo significherebbe che la sua conoscenza dei formati standard e aperti è perlomeno sommaria.

Allo stesso modo, è singolare che un buon consulente per i progetti di migrazione o un buon formatore rimangano completamente al di fuori della comunità, perché solo all’interno della comunità possono trovare le competenze e le informazioni necessarie per svolgere nel modo migliore il proprio compito.
Invece, è impossibile sia per uno sviluppatore sia per uno specialista nel supporto L1 e L2 di rimanere al di fuori della comunità.

Naturalmente, oltre a questa radice comune, è indispensabile avere una buona conoscenza degli skill professionali legati alla specifica certificazione, che sono molto più ampi e complessi per i consulenti per i progetti di migrazione che per i formatori. Questi ultimi, infatti, devono conoscere LibreOffice e avere la capacità di trasferire le loro conoscenze attraverso l’erogazione di corsi di formazione (di tipo frontale, ovvero in aula).

I consulenti per i progetti di migrazione devono avere la capacità gestire il processo in tutte le sue fasi, direttamente o attraverso il coordinamento di altre persone. Quindi, devono avere conoscenze in diverse aree: organizzazione, comunicazione, formazione (almeno a livello generale), gestione del software in ambito aziendale, e supporto (anche in questo caso, almeno a livello generale).

Com’è evidente, si tratta di figure professionali specifiche, per le quali non esiste nessun tipo di formazione accademica (per cui vale l’esperienza sul campo, oppure una carriera svolta in ambito manageriale all’interno di organizzazioni complesse). Per questo tipo di figure, fondamentali per il successo dei progetti di migrazione, The Document Foundation organizzerà dei corsi di formazione specifici, che inizieranno nel 2014 (e saranno solo in inglese).

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